19 Gennaio 2026

Recensione a L. Pagano, LA RIVOLUZIONE NORMALE. Se proprio di un carcere abbiamo bisogno, San Paolo Edizioni, 2025

A cura di Giulia Vagli

Se proprio un carcere deve esistere non è necessario inventare nuove norme. É sufficiente applicare quelle già esistenti.Luigi Pagano, con La sua rivoluzione normale, accende i riflettori sul sistema-carcere italiano mettendo nero su bianco tutte quelle criticità che da sempre lo caratterizzano – e che via via sono andate acuendosi – denunciando l’impellenza di una riforma organica. Un intervento che non può più essere rimandato, anche alla luce dei moniti derivanti dalla Corte europea dei dritti dell’uomo. Una riforma che ponga al centro la dignità del detenuto e che restituisca alla pena la funzione che le compete, quella rieducativa. Una funzione scolpita nella lettera dell’articolo 27 della Costituzione, ma che è rimasta a lungo lettera morta.
L’autore, forte della sua magistrale esperienza, «chiama» ad una presa di coscienza collettiva, sottolineando come l’Amministrazione penitenziaria debba sì farsi carico delle proprie responsabilità, «ma la società deve fare lo stesso, altrimenti non si va da nessuna parte, perché essa è responsabile almeno all’80% del successo del reinserimento di un detenuto alla fine della pena…Il carcere è di tutti, e tutti dobbiamo contribuirci. A ben vedere, è una questione culturale». Continua Pagano: «che agli italiani il carcere debba interessare il meno possibile perché tanto si tratta di un mondo che segue le sue regole immutabili è una rappresentazione di comodo che tende ad acquietare il pensiero e l’azione, specie di quella politica. Ma i danni alla coscienza civica del nostro popolo non sono da meno».
Il libro, dunque, rappresenta un importante occasione di riflessione che si configura come il punto di partenza di una vera e propria rivoluzione copernicana, orientata ad un profondo ripensamento dei modelli di gestione carceraria. Un ripensamento che non può prescindere da esperienze concrete come quella di Bollate, frutto, non a caso, della lungimiranza e delle idee visionarie di Pagano. A tal proposito l’autore scrive: «…vorrei ricordare il carcere di Bollate, non per la dimensione di eccezionalità di cui è ammantato, che rischia al contrario di essere la sua rovina, ma perché in quell’istituto nulla si è fatto se non applicare le norme esistenti: un tentativo di dimostrare che quella legge tanto osteggiata se applicata con cognizione di causa ottiene risultati positivi sul fronte del rispetto dei diritti, del mantenimento della sicurezza interna e del cosiddetto reinserimento sociale».

Contributi simili

Keep it Trill, pubblicato il sesto rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia

Lo scorso 11 febbraio è stato pubblicato il nuovo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia. Si è registrato, in particolare, un netto calo delle presenze in carcere, frutto del percorso, oramai avviato da tempo, di residualizzazione del ricorso alla misura detentiva. A fronte di questo dato, Antigone lancia una proposta: introdurre un Codice penale ad hoc per i minori, che renda il carcere realmente marginale…

Leggi tutto...

15 Febbraio 2022

Videochiamate in carcere e supporto psicologico per la Polizia Penitenziaria

Direttive per stabilizzare e regolamentare l’uso di videochiamate da parte dei detenuti e nuovi percorsi di sostegno psicologico alla polizia…

Leggi tutto...

1 Ottobre 2022

Un decreto, tre problemi

Con un triplice colpo il nuovo Governo ha presentato le sue credenziali in materia di giustizia.…

Leggi tutto...

3 Novembre 2022

Un evidente vulnus alla tutela della persona disabile nelle proposte di riforma elaborate dalla Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario

Nell’elaborato della Commissione presieduta dal prof. Marco Ruotolo sono molti gli interventi suggeriti, che spaziano in settori molto diversi e con incidenza qualitativa assai differente. Basterebbe pensare alle modifiche al Regolamento di esecuzione (d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230) e a quelle all’ordinamento penitenziario, le prime spesso tese a reiterare quanto già affermato nell’ordinamento penitenziario (v. ad es. l’art.1 e soprattutto l’art. 2 concernente il divieto di violenza fisica). Tra i molti contenuti, che meriterebbero ampie e diffuse considerazioni, si vuole in questa sede richiamare l’attenzione sulla modifica proposta in tema di “Visite al minore infermo o al figlio, al coniuge o convivente affetto da handicap in situazione di gravità” disciplinate nell’art. 21-ter o.p.…

Leggi tutto...

19 Giugno 2022

Cass. Pen., Sez. I, sent. 11 gennaio 2022, n. 8180: video-colloqui anche per i detenuti sottoposti al regime differenziato

Il detenuto sottoposto al regime differenziato ha diritto ad un colloquio al mese con familiari e conviventi, da svolgersi in…

Leggi tutto...

10 Maggio 2022

Cass. Pen., Sez. I, sent. 15 marzo 2022, n. 12776: il reclamo può contenere una richiesta di attivazione dei poteri di ricostruzione del fatto spettanti al Magistrato di Sorveglianza

Nel caso di specie, il Magistrato di Sorveglianza dichiarava inammissibile il reclamo proposto dal detenuto avverso la sanzione disciplinare dell’esclusione…

Leggi tutto...

1 Dicembre 2022

Torna in cima Newsletter