7 Maggio 2026

Nor-way: la via norvegese al reinserimento sociale

A cura di Benedetta Venezia, Dirigente penitenziaria di esecuzione penale esterna

Picass,La vie (1903)

Il presente contributo analizza il sistema di esecuzione penale della Norvegia, evidenziandone gli elementi distintivi rispetto al contesto italiano, con un focus sulle prassi trattamentali e sugli strumenti evidence-based adottati. Il modello norvegese si fonda su una filosofia penitenziaria orientata esclusivamente alla risocializzazione, sorretta dai principi di normalizzazione e progressione verso la reintegrazione. Le misure alternative alla detenzione, il ricorso alla giustizia riparativa e l’adozione di programmi trattamentali scientificamente validati si affiancano a un impiego sistematico della valutazione del rischio di recidiva attraverso lo strumento di risk-assessment BRIK (acronimo norvegese per “valutazione di bisogni e risorse”). Tale approccio, ispirato ai paradigmi della Positive Criminology e del What Works, consente una gestione personalizzata del percorso sanzionatorio e una significativa riduzione della recidiva. L’efficacia del modello è rafforzata da una solida cultura organizzativa, da una rete di servizi integrata e da una forte valorizzazione della relazione con l’utente. Il confronto con il sistema italiano evidenzia come il divario tra i due Paesi non sia tanto normativo, quanto metodologico-trattamentale. In tale prospettiva, l’esperienza norvegese rappresenta un paradigma virtuoso a cui tendere, nella misura in cui sia possibile declinare i suoi principi fondanti in coerenza con il contesto socio-culturale e le risorse del nostro Paese.

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